Risplende il «Trionfo della morte» del Camposanto monumentale di Pisa

Trionfo della Morte (Pisa Camposanto Monumentale)

Con il restauro del Trionfo della morte, capolavoro di Buonamico Buffalmacco, arriva al termine l’ardito e innovativo progetto di restauro del grande ciclo pittorico che decorava le pareti del Camposanto Monumentale di Pisa, gravemente danneggiato da un bombardamento alleato il 27 luglio 1944. Gli interventi sono stati realizzati delle maestranze dell’Opera della Primaziale Pisana e, a partire dal 2009, sotto la direzione di Antonio Paolucci e con la supervisione dei capi restauratori Carlo Giantomassi e Gianluigi Colalucci.


Consegniamo al mondo intero il recupero completo di quella che a pieno titolo possiamo considerare la ‘Cappella Sistina’ dei pisani.
Antonio Paolucci


Il Trionfo della Morte verrà ricollocato entro la metà di giungo nel suo luogo d’origine e sarà visitabile dal 17 giugno.

Escher. Oltre il possibile

Mostra Escher a Palazzo Blu

Dal 13 ottobre 2017 fino al 28 gennaio 2018, BLU | Palazzo d’arte e cultura ospita la mostra “Escher. Oltre il possibile”, realizzata da MondoMostre e Fondazione Palazzo Blu, con il contributo della Fondazione Pisa e la collaborazione del Gemeentemuseum Den Haag, Arthemisia e M.C. Escher Foundation, a cura del professor Stefano Zuffi, storico dell’arte e grande conoscitore di M.C. Escher.

La mostra presenterà una completa rassegna di tutti gli ipnotici, sorprendenti e spiazzanti capolavori del grande olandese, con il contributo di alcune curiose soluzioni espositive progettate dall’architetto Cesare Mari e grazie all’uso delle tecnologie e della multimedialità, una delle caratteristiche delle esposizioni organizzate a Palazzo Blu. Insieme al fascino coinvolgente del mondo di Escher, la mostra è l’occasione per ripercorrere le tappe della creatività dell’artista, soffermandosi in modo particolare sui lunghi e decisivi soggiorni in Italia, tra scenari naturali e memorie artistiche che segnarono in modo profondo il suo stile.

Il giovane Escher studia a Delft e ad Haarlem, storiche città d’arte dell’Olanda: il suo maestro è un incisore ebreo sefardita, Samuel Jessurun de Mesquita, che incontrerà un triste destino ad Auschwitz. Su suo consiglio, Escher comincia ad apprezzare l’arte matematica-razionale della tradizione ebraica e islamica, confrontandola con i movimenti dell’avanguardia europea. Nel corso degli anni Venti e Trenta intraprende numerosi viaggi in Italia, in particolare visita diverse città della Toscana. Organizzare una mostra di Escher a Pisa, la cui Università è da secoli un punto di riferimento internazionale nelle ricerche matematiche e scientifiche, è dunque anche un’occasione per interrogarsi sulle possibili fonti d’ispirazione della sua creatività.
Pur rimanendo a lungo un attento interprete del paesaggio, Escher esplora sempre più a fondo gli orizzonti dell’illusione visiva, attraverso composizioni di carattere geometrico o con la creazione di architetture “impossibili”.

Insieme a una selezione straordinaria di oltre cento opere di Escher, i visitatori troveranno alcune testimonianze dei secoli precedenti, in larga parte provenienti da Pisa stessa: frammenti marmorei con decorazioni in stile cosmatesco, tarsie lignee con la rappresentazione di solidi geometrici, le incisioni di G.B. Piranesi con architetture fantastiche e prospettive suggestive.

La mostra si articola in nove sezioni: Volti, Animali, Oggetti e riflessi, Geometrie e ritmi, Paesaggi, L’artista, Architetture fantastiche, Nature, Autoritratti.